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Compie 90 anni il professor Sarteschi

Martedì 21 dicembre festeggia il suo novantesimo compleanno il professor Pietro Sarteschi, diventato nel 1962 il primo cattedratico italiano di Psichiatria.


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Martedý 21 dicembre la SocietÓ Italiana di Neuropsicofarmacologia festeggia la ricorrenza

Compie 90 anni il professor Sarteschi

Nel 1962 divenne il primo cattedratico italiano di Psichiatria

Martedì 21 dicembre festeggia il suo novantesimo compleanno il professor Pietro Sarteschi, diventato nel 1962 il primo cattedratico italiano di Psichiatria. Questa ricorrenza speciale non è un anniversario solo privato: nella vita del professore si riflette infatti mezzo secolo della storia della psicofarmacologia e della psichiatria italiane. La Società Italiana di Neuropsicofarmacologia lo festeggia ricordandone la lunga vita professionale e accademica.

La carriera di medico di Pietro Sarteschi è iniziata durante la seconda guerra mondiale, subito dopo la laurea, come aiuto nell’Ospedale Psichiatrico di Volterra ed è proseguita come aiuto della clinica delle Malattie Nervose e mentali dell’Università di Pisa, in cui fu chiamato dal professor Giuseppe Pintus. Erano anni quelli segnati da grandi cambiamenti: con lo sviluppo delle teorie psicodinamiche e della psicopatologia nella clinica delle malattie nervose e mentali si faceva sempre più urgente la spinta ad affiancare alla mera considerazione per il cervello l’attenzione per il comportamento e il vissuto del paziente. Gli alienisti, fino ad allora all’ombra dei neurologi, aspiravano a un’autonomia disciplinare che, a Pisa, grazie al professor Sarteschi, ha potuto realizzarsi con anni di anticipo rispetto al resto del mondo accademico italiano.

Un ulteriore impulso al cambiamento fu dato dalla scoperta degli psicofarmaci che a partire dagli anni ’60 hanno realizzato la cosiddetta terza rivoluzione psichiatrica. Anche in questo campo il ruolo del professor Sarteschi è stato innovatore. La possibilità di intervenire farmacologicamente sui disturbi mentali, infatti, non segnò una tappa solo per il trattamento ma dette nuovo fiato all’intuizione che anche l’esperienza soggettiva abbia dimora nella biologia, per cui la vita psichica non è qualcosa che si sviluppa indipendentemente e al di là dei processi fisiologici, ne è piuttosto una forma specifica, propria di un alto grado di complessità in cui è organizzata la materia biologica. L’impulso dato alla cultura psicofarmacologica a Pisa consentì a Pietro Sarteschi di essere tra i principali promotori della Società italiana di Neuropsicofarmacologia, di cui è stato a lungo presidente, e di cui è attualmente presidente onorario. La sua lungimiranza ha fatto sì che si sviluppasse un ambiente interdisciplinare che ha raccolto nella Clinica psichiatrica dell’Università di Pisa competenze e orientamenti diversi.

La sua scuola, rapidamente salita ai vertici della psichiatria italiana, si è caratterizzata per l’eccellenza nel campo delle terapie farmacologiche e ha fatto nascere eccellenze psichiatriche in varie parti del territorio nazionale. È suo merito anche aver promosso l’interesse per la psicopatologia, per la psicologia psicodinamica, per lo studio degli stati di coscienza di veglia e di sonno. Al suo insegnamento si deve infine la nascita e la radicazione di una cultura psicologica non incline a nessun tipo di riduzionismo che a Pisa ha come suo momento qualificante la nascita di un corso di laurea in Psicologia clinica e della salute che, primo in Italia, è potuto sorgere nella facoltà di Medicina e chirurgia a riprova della capacità di integrazione di saperi tanto diversi come quelli delle neuroscienze, delle biotecnologie e del versante umano e sociale della Scuola medica pisana.

21 dicembre 2010